Le carte da gioco - in particolare
i re, le regine di cuori e gli imprevedibili jolly -; i dadi, con la loro
componente legata al caso, alla sorte; le figure, le silouettes ritagliate
dai rotocalchi; e ancora le candide e sognanti fotomodelle, colte in pose
tra danzanti e acrobatiche; i teneri e paffuti neonati; le nude coppie di
genitori felici che tengono per mano i loro piccoli; le conchiglie, le perle,
i minerali consumati dal tempo sono ingredienti ricorrenti, carichi di valore
simbolico..
Sveva Mandolesi
"storica dell'arte contemporanea"
Il mio mondo artistico è popolato di funamboli, di bambini, di animali,
di arlecchini e giullari, di circhi e giostre, di carte da gioco e dadi,
di contorsionisti ed equilibristi, di antichi simboli e nuovi miti. È uno
spazio incantato, giocoso, a volte inquietante, fatto di associazioni, misterioso
e ironico, simile a quello dei sogni, dove percezioni spazio-temporali e
sensoriali sono altre. Simboli del tempo, reperti di ogni sorta si trovano
spesso nelle mie opere: frecce, pile elettriche, fossili, sassi e minerali,
fili di rame, perle, conchiglie, matite, pennini, fogli di quaderni su cui
sono tracciate le prime tremolanti lettere dei bambini, il primo dettato,
il primo pensierino, il primo scarabocchio.... oggetti, icone che si trasformano,
consumano, scandiscono, muovono, documentano: segni del tempo appunto, come
le foto di famiglia.
Letizia Cortini
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