| Rosso papavero
tra la ruggine
posata sul cuore
polvere subdola
seducente incantesimo
Ma il papavero fiorisce
ondeggiando lieve tra le pietre
luglio 2002
andando a Venezia
Ho incontrato quell'onda
che tutto sommerge
di orgoglio e di rabbia
le dune di sabbia del cuore
Mi ha lambita per un istante
ho trattenuto il respiro
Immobile
Mura di granito ho levato
intorno all'aiuola
dove un germoglio
appena informe
volevo proteggere
giugno 2003
tornando da Torino
E' più facile indulgere all'inganno
di un gioco senza fine
in cui vincitori e vinti
ballano scambiandosi le parti
A volte l'affanno costringe alla resa
Col tempo
sempre più spesso
C'è chi scopre la dolcezza del riposo
che tutto svela
chi atterrito
vuol subito ricominciare
giugno 2003
Mi perdo nel mistero del mondo
non so cosa esiste e cosa no
Non so cosa sono e perché
non so se sono stata e se sarò
Il mio cuore vuole incontrarti
abbracciarti ed essere abbracciata
sentire la tenerezza umana
di una carezza dimenticata
Lacrime di gioia pura
senza prima né dopo
Per un istante d'amore
senza tempo
giugno 2003
(in treno, stazione di Firenze)
Sei nel profilo di un prato
in collina
Lontano
sullo sfondo
di un cielo di pallidi rosa
tra bagliori di perla
Vicino
nella goccia trepidante
di mille arcobaleni
sulla punta di un esile
filo d'erba
Ovunque
nelle forme
sempre nuove
di questo mondo
Respiri
nelle nuvole, nelle foglie,
negli animali, nelle rocce, nei bambini
in ogni essere
sei
nelle invisibili molecole
nelle sequenze spiraliformi
Canti
nel ruggito
che risuona negli antri profondi
Guardi
con gli occhi di smeraldo
della tigre solitaria
Sei
nell'esplosione
che alza turbini vorticosi
e spande improvvisi
quieti profumi
Sei
negli universi infiniti
e finiti
ti vorrei
sempre
nel mio cuore
giugno 2003
Vuoto
Pieno
Silenzio
Suono
Ci sono
Chi sono?
Non ci sono
Dove?
Si svela il mondo
Non c'è più spazio
Non c'è più tempo
2003
Ho creduto di morire
un macigno ha travolto il mio cuore
non vi avrei più rivisto
Piero
sorelle care
e i tramonti e le albe
il cielo azzurro
il verde dei campi
il profumo dei fiori
il mare profondo
i fiumi e le stelle
tutti i colori di questo mondo
A tutto il resto non ho pensato
nell'ora della disperazione
ho mostrata a Dio
la mia anima
senza più nasconderla
O forse Dio
l'ha mostrata a me?
2003
A un guerriero
Eri nel tempo delle sfide
degli assalti copiosi
dell'intelletto
Tra gli umori utopici
di furibonde analisi
alla ricerca di stagioni sempre calde
tra luci intense
e notti senza fine
che svelavano
passioni dell'anima
passioni del pensiero
sempre lucido, sempre vigile
.
ma la tenerezza del cuore
..
consumata in pochi istanti
poteva aspettare
poi tornerò .. poi ritroverò .. riproverò ..
Sei
nel tempo dell'ascolto
nel rigore mai violato
della ragione
sempre limpida
illuminata
più accorta e forte
Sei
Come un leone sazio
pronto a ruggire
con sguardo acuto
come di lince
dalla curiosità indomabile
come un cerbiatto
Vai fiutando
nuovi agoni
nuovi campi da arare
e prati su cui riposare
e fiumi da risalire
e tane in cui rifugiarti
Un vento leggero muove le tue parole
che presto s'alzano
e vorticose ruotano
e scuotono come vento impetuoso
Poi passano
Ed è silenzio
E'ancora il tempo delle battaglie?
I campi aspettano
la pioggia sottile
annunciata dal vento
che porta il cielo alla terra
la ragione al cuore
2003
Ho sentito
a volte
il sussurro del tempo
Dolce illusione
2003
Le voci sussurrate
ciacolavano in cucina
Consolata solitudine
nell'afa buia e soffocante
che isolava dal mondo
I gesti e le parole d'ogni giorno
rassicuravano lo spirito inquieto
Non sapevo cosa fosse
m'illudevo di trovarlo
nei consueti suoni
per lenire i dolori
dei vuoti senza senso
che avvolgevano il cuore
Non sapevo cosa fosse
e lo cercavo
nel lamento continuo e sommesso.
Erano lacrime opache
di tristezza infinita.
Poi improvviso un giorno
più dolci del miele
brillanti come stelle
trasparenti di luci lunari
come rugiada al mattino
quando il cuore ti ha accolto
liberando emozioni
di pura gioia
2004
l'Universo è una grande scatola aperta
Sospesa
come Culla che il tempo dondola
nello spazio del Cuore
che apre Finestre di luce fragrante
rivelando
giocosi e incerti Teatri dell'anima
2004
Volo
in un palpito di luce
improvviso
l'enigma svelato
nel battito leggero
di ali
di ciglia
del cuore
Fruscii di petali
come carezze di vento
coriandoli di arcobaleni
nel pulviscolo
che porta
profumo di rose
2004
A volte la stanchezza
distoglie l'attenzione
dal silenzio dolce
del tuo sguardo amoroso
Il frastuono dei pensieri
non si placa
nella fatica quotidiana
a volte
Allora
tra i petali di una rosa
vorrei aprire gli occhi
e giocare con i sensi
nella meraviglia
del cuore
senza limiti
2004
Soffia l'onda
alzando soffice
la vela panciuta
Così s'annuncia
il vento di marzo
che se la ride
nel mare blu
spruzzato di sole
avvolto a spirale
mentre la luna
dorme laggiù
2004
Vorrei che il mio canto
fosse gratuito e bello
come il fiore che sboccia
senza perché
Vorrei che le mie preghiere
scorressero tranquille
come l'acqua del fiume
in pianura
Vorrei che il mio cuore
fosse aperto e gioioso
come quello di un cucciolo
Vorrei che la mia e la tua
che le nostre anime
fossero in pace
nutrite d'amore
come l'erba dei prati
in montagna
come i frutti sugli alberi
in estate
come il bimbo cullato
appena allattato
Senza bisogni
2004
Frammento
Raggi di luce
piovono
da plumbee trapunte
Il cuore batte
ovunque
2005
Desiderio
Viola intenso
sfuma nel blu infinito
lo sguardo tace
avvolto nel manto d'abisso
come abbraccio d'amore
riposa
nel dolce silenzio
che lieve svela
respiri di luce
vibra
su petali crespi
di rossi papaveri
sgorga
tra freschi bagliori
nei giardini del cuore
danza
al fruscio senza fine
di universi mutevoli
2004
Viaggiando nei teatri della memoria
Si rivelano
superando antichi timori
misteriosamente indenni
da balzi vertiginosi
tra accecanti bagliori
Volano quieti
nelle morbide pieghe
di oscuri passaggi
liberando
improvvisi sogni d'amore
2004
Scorre scorre
sottile dilaga
in fessure di pietra
Calda
sgretola
nei segni antichi
tra soffusi luccichii
Svaniscono impronte
morbida l'oscurità
Ed è quiete
Cabella 2004
I sogni degli uomini
percorrono strade antiche
sempre nuove
che si animano
come ciotoli
lungo il greto
tra acqua vento sole
2004
Sei per me
il profumo del grano maturo
Buono
come il pane appena sfornato
Morbido
come un cuscino di piume d'oca
dove riposo e sogno
Sazia
La tua compassione
è un magico unguento
sui miei limiti
che non hanno più limiti
Nuda
senza timore
accarezzi i difetti
Sei per me
come un albero secolare
frondoso e umile
innamorato sempre
come un asino a primavera
il tuo raglio fragoroso
è una cascata in piena
che trascina risate
nei nostri cuori abbracciati
in un gioco infinito
2004
Si vive a volte
di emozioni dimenticate
sopite nel tempo
che scorre
come fiume ignaro
portando detriti
sulle sponde inquiete
del cuore
2005
A un fratello
Certe parole sono dolci
come carezze dimenticate
o - come ai bimbi -
rivelate la prima volta
Forti
come la tenerezza
che scioglie lieve
la paura di non sapere amare
Certe parole.
sono piccole perle .
tra i ciotoli del fiume
Si impara a riconoscerle:
le tue
Fratello caro
Agosto 2004
Perdono
Perdona
se a volte il corpo soffre
e ottuso
non tiene il dolore
Se a volte
sento l'orrore
di incomprensibili stragi
Se non accetto l'impotenza
di non poter urlare
a lui a lei a loro a noi
BASTAAA
Perdonami
se a volte
immagino come in un film
di essere eroina
in una dramma a lieto fine
Ma distolgo lo sguardo
e i pensieri
Ho paura di osare
troppo
e resto in bilico
come sull'orlo del precipizio
dove giacciono
corpi ormai flosci
che non sentono più
abbandonati nel cupo silenzio
di una morte senza scampo.
Poi volto le spalle
e torno a correre
verso prati meravigliosi
dal profumo umido
di un'alba che vorrei
Infinita
per me, per noi, per tutti
in una luce d'amore
che rivela e dona
questo superbo creato
dove respiro
la bellezza misteriosa
che accompagna la vita
la mia la sua la loro la nostra
Perdonami
se a volte non riesco a gioirne
se a volte ho paura
della tua assenza
se penso che tutti
dovresti proteggere
E fermarci .
un attimo prima.
Perdonami se ho paura
paura di me di loro di noi
se non so perdonare
se offuscata
non vedo
non sento
Ma abbasso lo sguardo
nel silenzio della vergogna
la mia, la sua, la loro, la nostra
e respingo parole d'amore
nel deserto dell'anima
dove sorda la disperazione
non porta più salvezza.
E' la fine?
No
Torno a cercarti
incerta ancora
col sapore della sconfitta
mescolato al dolce arrendersi
Basta poco per destarmi
e nell'aria mattutina
cogliere ancora
i profumi
i colori
i suoni vibranti
e tornare a saziarmi
dei tuoi doni
come latte di madre
che placa ogni fame
d'amore
ed è pace.
2005
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